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I “SELFIE” DI MICHELANGELO

Viviamo nell’era del selfie, l’autoritratto scattato con lo smartphone e messo sul sito di un social network. Una moda a cui non resiste nessuno, neppure Obama e papa Francesco. Il fenomeno, in realtà, non è poi così nuovo. Come racconta James Hall nel libro “The Self Portrait: A Cultural History”, l’autoritratto ha una storia plurisecolare, ed è stato praticato dagli artisti di ogni epoca e nazionalità. Ne parla Riccardo Chiaberge con lo storico dell’arte Claudio Strinati.

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Klimt. Le tre età della donna

Klimt_Le_tre_età_della_donna_600Gustav Klimt, Le tre età della donna, 1905. Olio su tela, 180×180 cm.

Nell’opera sono raffigurate tre figure femminili: a sinistra una donna anziana e a destra una giovane con una bimba in braccio.

La prima posta di profilo è completamente nuda, ha il capo chinato, il braccio sinistro piegato con la mano che copre gli occhi, mentre il destro scende lungo il corpo. La sua immagine è molto espressiva e di forte impatto a causa dell’estremo realismo: le spalle sono molto curve, i capelli lunghi castani non sono luminosi, il seno è deformato e il ventre gonfio fa contrasto con il corpo magro dalla pelle di un colore ormai spento e quasi scuro.

La donna giovane invece è raffigurata frontalmente ed è coperta soltanto da un velo semitrasparente azzurro e violetto. Ha il capo chinato a sinistra (che ricorda la figura della donna rappresentata ne “Il bacio”) appoggiato sulla testa della bimba. La sua carnagione diafana e luminosa contrasta fortemente con quella dell’anziana, così come i capelli dal colore biondo dorato. La piccola è paffuta ed ha le guance rosate. Entrambe hanno gli occhi chiusi come se stessero sognando o fossero immerse in una dimensione irreale, felice, spirituale. Questo perchè si trovano su uno sfondo dorato, colorato di tinte pastello e molto decorato anche di motivi geometrici. La donna vecchia invece si trova su un piano arretrato, dallo sfondo più scuro, composto di toni che vanno dall’ocra al marrone al nero.

In quest’opera Klimt rappresenta un tema che ricorre spesso nei suoi quadri ed a lui molto caro: la precarietà della vita e della bellezza. E’ un’allegoria della vita, nella quale c’è la nascita, la fanciullezza, la maternità, la vecchiaia e la morte.

Il gesto dell’anziana che si copre gli occhi è molto drammatico e rappresenta la rinuncia ad affrontare la nuda realtà della morte. Essa simboleggia quindi il tempo che scorre inesorabile e la morte che minaccia l’uomo.

In netto contrasto è invece la giovane con la bimba, simbolo di maternità e proprio per questo immersa in un’atmosfera irreale, trasognata e quasi sacra. L’abbraccio della madre è delicatissimo e avvolgente, tanto che i loro corpi sembrano un tutt’uno. Entrambe si trovano distanti dalla vecchiaia (e dalla morte) sia concettualmente che visivamente. Le tre donne hanno gli occhi chiusi, ma con significati ben diversi: la mamma e la bambina infatti sono immerse nei loro sogni, mentre la vecchia, nascondendosi il volto con la mano, è l’impossibilità di sognare. Klimt inoltre sceglie tre figure femminili a rappresentare questo tema perchè è tramite la donna che può nascere la vita. Infatti nell’anziana uno dei particolari più evidenti è il grembo ormai deformato e freddo, incapace di donare la vita.

Molto particolare è lo sfondo, ricco di sfumature grigie e brune, illuminate nella parte superiore specialmente da una sorta di pulviscolo bianco. In alto una fascia nera che si interrompe sulla sinistra, somiglia ad una voragine. Lo sfondo così piatto e dorato riduce l’immagine a due sole dimensioni, tratto che caratterizza i mosaici bizantini che l’artista ebbe modo di vedere durante un viaggio in Italia.

La donna nelle opere di klimt

La figura femminile è protagonista in quasi tutte le opere di Klimt, a volte come ritratto vero e proprio, assai più spesso come musa, divinità o allegoria, come in questo dipinto, nel quale l’artista rappresenta tutto l’arco dell’esistenza umana.

La bimba addormentata tra le braccia della mamma, infatti, rappresenta l’alba della vita. La giovane donna che si stringe sognante alla sua bambina allude al pieno fiorire della vita. L’anziana dolorosamente china su se stessa, nel presagio della fine imminente, raffigura il tramonto della vita.

Questo dipinto di Klimt, uno dei pochissimi conservati in Italia, venne premiato con la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale d’arte di Roma nel 1911, attestando la fama raggiunta in quel periodo dall’artista.

La figura femminile è protagonista in quasi tutte le opere di Klimt, a volte come ritratto vero e proprio, assai più spesso come musa, divinità o allegoria, come in questo dipinto, nel quale l’artista rappresenta tutto l’arco dell’esistenza umana.

La bimba addormentata tra le braccia della mamma, infatti, rappresenta l’alba della vita. La giovane donna che si stringe sognante alla sua bambina allude al pieno fiorire della vita. L’anziana dolorosamente china su se stessa, nel presagio della fine imminente, raffigura il tramonto della vita.

Questo dipinto di Klimt, uno dei pochissimi conservati in Italia, venne premiato con la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale d’arte di Roma nel 1911, attestando la fama raggiunta in quel periodo dall’artista.

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